oro da investimento

Sicuro come l’oro?

Negli ultimi due mesi ho ricevuto diverse richieste di informazioni su mercato dell’oro da investimento.

Alcuni clienti erano interessati ad acquistarlo altri desideravano venderlo dopo fortunate “pulizie” di casseforti e cassette di sicurezza.

Siccome il commercio dell’oro in lingotti non è compreso nella mia licenza professionale, mi sono messo alla ricerca d’intermediari affidabili.  L’importante era fornire comunque ai miei clienti  il servizio richiesto.

Da buon curioso ho anche colto l’occasione per imparare qualcosa di nuovo su un mercato simile al mio.

Dopo aver informato i clienti interessati ho offerto in anteprima il risultato delle mie ricerche agli iscritti alla newsletter. Visto il grande interesse su questo argomento ho pensato di condividere pubblicamente parte delle informazioni.

Vorreste averle complete e in anteprima anche voi? Basta iscriversi alla newsletter!

Le sorprese sono state molte, ma prima vediamo cosa è cambiato dal mio articolo del maggio 2018 che parlava proprio di oro.

 

Quotazione oro da investimento

 

La quotazione è cresciuta ben del 30%, di oltre 10 €/g, dei quali il 9%, 4 €/g, nel solo mese di agosto. E, stamattina, ha superato la soglia dei 45 €/g.

 

Splendido vero? Forse…

 

Ecco cosa ho scoperto parlando con diversi colleghi che operano in oro da investimento.

Vista la forte crescita del prezzo molti operatori temono un assestamento, anche considerevole, dovuto ai realizzi e quindi, complici gli obblighi di legge, acquistano a 7/10 €/g in meno della quotazione ufficiale. In altre parole acquistano con uno sconto dal 15 al 22% sulla quotazione.

Scandaloso? Non necessariamente. La legge impone ai commercianti di tenere in deposito i preziosi usati (non importa che si tratti di oro, diamanti o gioielli) per 10 giorni e in questo periodo la quotazione può fare di tutto.

 

Ma allora anche l’oro da investimento è una bufala?

Che convenienza ho se buona parte del guadagno finisce in commissioni?

 

Queste immagino siano le domande che vengono i mente ai potenziali investitori leggendo i dati.  La soluzione esiste ed è rappresentata dagli strumenti derivati, in particolare dalle opzioni.

I derivati, i “futures” in primis, sono famosi per l’uso indiscriminato che se ne è fatto in borsa, sono diventati la gioia di pochi e dolori per moltissimi.

Nati secoli fa proprio per permettere il commercio nei mercati turbolenti, quando il naufragio di una nave poteva segnare la rovina di un operatore e la fortuna di un altro, sono stati snaturati per sfruttarne le caratteristiche e moltiplicare gli utili potenziali (come anche le perdite).

 

Ma cosa centrano i derivati con l’oro da investimento?

 

Un semplice esempio: un cliente vuole vendermi 1 Kg di oro. Il prezzo al momento è 45 €/g. Io però lo potrò rivendere tra almeno 10 giorni ed per allora il prezzo potrebbe essere salito oppure crollato.

Acquisto quindi in borsa un’opzione cioè un contratto che mi da il diritto di vendere 1 kg di oro a 46 €/g mettiamo tra 15 giorni. Questa opzione mi costa 1 €/g.

Se tra 15 giorni l’oro varrà 51 €/g la mia opzione diventerà carta straccia (chi sceglierebbe di vendere a 46 se il mercato è a 51?) ma potrò vende sul mercato il mio oro a 51 €/g, guadagnando 5 €/g (1 € l’ho speso per acquistare l’opzione).

Se invece il prezzo sarà sceso a 40 €/g allora io potrò esercitare l’opzione e vendere a 46, senza rimetterci oppure vendere sul mercato a 40 €/g ed incassare 6 €/g del valore dell’opzione, sempre senza perdite.

Capito il meccanismo? È un’assicurazione, il cui costo sarà addebitato al cliente, che permette di operare annullando il rischio.

Il bello è che esistono opzioni per acquistare e vendere, a diversi prezzi e per periodi differenti.

Purtroppo pochi operatori sono abbastanza competenti per usare questi strumenti finanziari. Quei pochi però riescono ad acquistare il vostro oro a 2/3 €/g meno della quotazione ufficiale, cioè dal 2,5 al 6,7% meno della quotazione.

 

Esistono comunque altri costi accessori dovuti alla fusione che,

o per obblighi di legge o per marketing, non si possono evitare.

 

L’oro usato per legge deve essere fuso e affinato fino ad essere puro. Poi può essere coniato in lingotti oppure legato con altri metalli per diventare utilizzabile in gioielleria come “oro 750”. Tutto questo ovviamente ha un costo che ricadrà sul cliente.

 Un lingotto d’oro puro non dovrà essere fuso e affinato ma se riporta il marchio di un mio concorrente di certo non lo vorrò rivende ai miei clienti e quindi dovrò fonderlo.

 

Le monete d’oro

 

Monete come oro da investimento

 

Spesso ho sostenuto che un’alternativa valida all’oro da investimento è usare le monete a corso legale, come la sterlina, i marenghi, i dollari o i krugerrands. Dopo diverse verifiche ho calcolato che le commissioni di vendita oscillano da poco meno del 7 fino a oltre il 12%.

Il vantaggio delle monete è che il loro titolo, cioè la quantità di oro puro che contengono, è certo e vengono acquistate e vendute sempre nella stessa forma. Non essendo necessario fonderle e coniarle nuovamente ad ogni passaggio il risparmio diventa rilevante.

Anche il taglio delle monete è importante: rivendere un dollaro d’oro, che oggi costa 72 € ha una commissione del 12% mentre i 50 pesos messicani, che costano 1725 €, pagano il 6.6%.

Questi sono i numeri della mia indagine. Lascio a voi le considerazioni sulle cifre.

 

Io ho imparato che è sempre più importante informarsi prima per non piangere dopo.

 

Sono riuscito a trovare operatori seri che applicano commissioni fisiologiche e accettabili ma non è stato facile pur lavorando in questo campo.

Alla prossima,

 

Paolo Genta

 

Oro: investire conviene davvero?

L’oro è letteralmente la base della nostra civiltà: ha creato e distrutto imperi, ha permesso la nascita dell’economia moderna e del commercio.

È sempre stato considerato una protezione oltre che il mezzo di pagamento per eccellenza. Nel corso dei secoli si è passati dall’uso del nobile metallo in forma pura all’impiego di leghe meno nobili, alla carta ed alla moneta digitale.

E oggi? Che fine ha fatto l’oro? È molto richiesto per l’industria orafa, elettronica ed aerospaziale ed è una delle la riserve degli Stati.  È anche la forma preferita da molti per tesaurizzare e proteggere la propria ricchezza. Parlando però di protezione del patrimonio è d’obbligo porsi una domanda:

 

l’oro è davvero un buon investimento?

 

A guardare il grafico si direbbe proprio di sì e molto! Prima di buttarci a comprare oro a più non posso ricordiamoci però che il principio base di qualunque investimento deve essere la prudenza, intesa come assunzione di tutte le informazioni necessarie prima di agire.

 

Considerare tutti i fattori

 

Prima di tutto dobbiamo ricordarci che un grafico indica quello che è successo, può aiutarci a stimare il futuro ma certo non lo può prevedere.

Viene usato per scegliere il “timing” dell’investimento e deve essere perfetto: un impiego diventa proficuo solo se si scelgono saggiamente sia il punto di ingresso che quello di uscita, altrimenti sono dolori.

Altro aspetto fondamentale è il tipo di strumento con il quale investire. Tra i tanti possibili ci sono obbligazioni, certificati di deposito, futures e options.

Questo per me è proprio il punto di debolezza più grande perchè introduce sul mercato una volatilità estrema. Quando si cerca un bene rifugio alternativo non è proprio la volatilità esagerata che l’investitore vorrebbe evitare?

Se la carta finanziaria emessa sull’oro dovesse essere convertita in metallo la sua quotazione non sarebbe di circa 35 €/g. ma, secondo una stima prudenziale, di 50/60.000 € /g!

Prima di scegliere questo impiego si deve essere consapevoli che si sta per investire in un prodotto finanziario e non in un bene rifugio.

 

Quale strumento scegliere

 

Ogni tipo di investimento nel nobile metallo ha pro e contro:

  • Un investimento finanziario in obbligazioni o certificati ha un’alta liquidabilità ma ha un’alta volatilità ed un rischio legato all’emittente
  • Gli strumenti derivati permettono di moltiplicare virtualmente il capitale impiegato e i potenziali utili ma anche le potenziali perdite
  • Le monete d’oro sono accettate in tutto il mondo, hanno un importo unitario modesto quindi è facile disinvestire anche solo una piccola parte. Lo spread denaro/lettera può essere elevato.
  • L’oro metallico ha l’indubbio vantaggio di azzerare il rischio di insolvenza dell’intermediario ma ha costi di intermediazione più elevati.

Non dimentichiamoci poi che la custodia fisica del metallo o delle monete potrebbe diventare un problema. Se si parla di una piccola quantità una cassaforte o una cassetta di sicurezza sono adeguate soluzioni.

Se invece parliamo di una strategia di investimento ben pianificata per la tutela del patrimonio allora le quantità possono diventare rilevanti e i rischi aumentare. Un rischio in particolare è ben descritto in questo articolo di Pierluigi Santacroce.

Esiste poi il vecchio mito secondo il quale se mai si dovesse “sparire” in fretta basterebbe mettersi in tasca il prezioso metallo e ricominciare la propria vita in qualche paradiso tropicale! Vi trovereste a vostro agio a passare il metal detector dell’aeroporto con 10 kili di oro addosso?

A parità di valore basta meno di un grammo di diamanti da investimento per sostituire un kilo d’oro e sono decisamente più discreti e trasportabili.

In sintesi l’oro è stato e sarà un buon investimento ma solo se affrontato con tutte le informazioni necessarie e gestendo alla perfezione il timing.

La consulenza di un esperto sarà determinante non solo per stabilire una giusta diversificazione in funzione dei vostri obbiettivi ma anche per curare tutti gli adempimenti legali e fiscali evitando spiacevoli “fraintendimenti” in caso di controlli.

Paolo Genta