Design e magia

Eddie Sakamoto, collana in platino con acquamarina e diamanti

A mio parere il vero design deve partire dal cuore del gioiello, dalla gemma, per poi svilupparsi in ogni sua parte e creare così la magia che ci aspettiamo.

Ecco perché dedico tanta attenzione alla scelta delle pietre. Cerco gemme che mi diano un’emozione, per il colore o per il taglio, che mi suggeriscano la montatura perfetta per loro.

Mark Gronlund, acquamarina, ct. 116.65

Molte delle cose cha amo del mio lavoro le ho imparate in viaggio. Il design non fa eccezione.

Alla fiera di Tucson, tra le tante esposizioni, una ha segnato indelebilmente il mio amore per le pietre: l’American Gem Trade Association, AGTA per gli amici.

Nata a Tucson, all’inizio degli anni ’80 dall’idea visionaria di tre colleghi, è rapidamente diventata l’appuntamento più atteso di tutta la fiera e lo standard di riferimento per prezzi e qualità delle gemme colorate.

Nel 2002 L’AGTA introdusse la prima competizione di design, lo “Spectrum Awards”, per premiare i migliori nei diversi settori della gioielleria. Ne cito solo alcuni tra i molti: pietre tagliate, gioielli da sera, da giorno, per le spose, in platino, tagli scultura, innovazione.

John Dyer, topazio imperiale, ct. 21.96

John Dyer – Mozambique Sunset – Morganite ct. 175.37

John Ford, Lightning Ridge collection, opale nero, ct. 6.90

Immaginate che immensa opportunità è stata per me poter vedere la collezione di questa associazione ed ammirare gemme davvero perfette.

Ecco come ho scoperto i tagli particolari che vi propongo da anni. Tutti hanno in comune un aspetto: sono tecnicamente perfetti, la maniacale precisione del taglio ha creato gemme dalla luce unica, senza ombre o difetti. Molte di queste opere d’arte sembrano addirittura vive tanto risplendono.

Questa nuova attenzione per il design nel taglio delle pietre ha avuto un’altra ricaduta positiva: la stessa precisione applicata ai tagli classici ha prodotto gemme con una marcia in più.

Allen Kleiman, Tsavorite, ct. 16,65

Sulla qualità non si può e non si deve transigere. Solo così un monile diventa un gioiello. Oltre al valore intrinseco del metallo e delle pietre si acquista anche il design, l’abilità dell’orafo e del tagliatore, l’esperienza di chi vi procura la pietra. Questi sono gli ingredienti per una magia.

Nel prossimo articolo vi parlerò di un nuovo accordo che mi permetterà offrire un servizio professionale anche sul mercato dell’oro. Se volete avere notizie in anteprima iscrivetevi alla newsletter!

 

Alla prossima,

 

Paolo Genta

 

oro da investimento

Sicuro come l’oro?

Negli ultimi due mesi ho ricevuto diverse richieste di informazioni su mercato dell’oro da investimento.

Alcuni clienti erano interessati ad acquistarlo altri desideravano venderlo dopo fortunate “pulizie” di casseforti e cassette di sicurezza.

Siccome il commercio dell’oro in lingotti non è compreso nella mia licenza professionale, mi sono messo alla ricerca d’intermediari affidabili.  L’importante era fornire comunque ai miei clienti  il servizio richiesto.

Da buon curioso ho anche colto l’occasione per imparare qualcosa di nuovo su un mercato simile al mio.

Dopo aver informato i clienti interessati ho offerto in anteprima il risultato delle mie ricerche agli iscritti alla newsletter. Visto il grande interesse su questo argomento ho pensato di condividere pubblicamente parte delle informazioni.

Vorreste averle complete e in anteprima anche voi? Basta iscriversi alla newsletter!

Le sorprese sono state molte, ma prima vediamo cosa è cambiato dal mio articolo del maggio 2018 che parlava proprio di oro.

 

Quotazione oro da investimento

 

La quotazione è cresciuta ben del 30%, di oltre 10 €/g, dei quali il 9%, 4 €/g, nel solo mese di agosto. E, stamattina, ha superato la soglia dei 45 €/g.

 

Splendido vero? Forse…

 

Ecco cosa ho scoperto parlando con diversi colleghi che operano in oro da investimento.

Vista la forte crescita del prezzo molti operatori temono un assestamento, anche considerevole, dovuto ai realizzi e quindi, complici gli obblighi di legge, acquistano a 7/10 €/g in meno della quotazione ufficiale. In altre parole acquistano con uno sconto dal 15 al 22% sulla quotazione.

Scandaloso? Non necessariamente. La legge impone ai commercianti di tenere in deposito i preziosi usati (non importa che si tratti di oro, diamanti o gioielli) per 10 giorni e in questo periodo la quotazione può fare di tutto.

 

Ma allora anche l’oro da investimento è una bufala?

Che convenienza ho se buona parte del guadagno finisce in commissioni?

 

Queste immagino siano le domande che vengono i mente ai potenziali investitori leggendo i dati.  La soluzione esiste ed è rappresentata dagli strumenti derivati, in particolare dalle opzioni.

I derivati, i “futures” in primis, sono famosi per l’uso indiscriminato che se ne è fatto in borsa, sono diventati la gioia di pochi e dolori per moltissimi.

Nati secoli fa proprio per permettere il commercio nei mercati turbolenti, quando il naufragio di una nave poteva segnare la rovina di un operatore e la fortuna di un altro, sono stati snaturati per sfruttarne le caratteristiche e moltiplicare gli utili potenziali (come anche le perdite).

 

Ma cosa centrano i derivati con l’oro da investimento?

 

Un semplice esempio: un cliente vuole vendermi 1 Kg di oro. Il prezzo al momento è 45 €/g. Io però lo potrò rivendere tra almeno 10 giorni ed per allora il prezzo potrebbe essere salito oppure crollato.

Acquisto quindi in borsa un’opzione cioè un contratto che mi da il diritto di vendere 1 kg di oro a 46 €/g mettiamo tra 15 giorni. Questa opzione mi costa 1 €/g.

Se tra 15 giorni l’oro varrà 51 €/g la mia opzione diventerà carta straccia (chi sceglierebbe di vendere a 46 se il mercato è a 51?) ma potrò vende sul mercato il mio oro a 51 €/g, guadagnando 5 €/g (1 € l’ho speso per acquistare l’opzione).

Se invece il prezzo sarà sceso a 40 €/g allora io potrò esercitare l’opzione e vendere a 46, senza rimetterci oppure vendere sul mercato a 40 €/g ed incassare 6 €/g del valore dell’opzione, sempre senza perdite.

Capito il meccanismo? È un’assicurazione, il cui costo sarà addebitato al cliente, che permette di operare annullando il rischio.

Il bello è che esistono opzioni per acquistare e vendere, a diversi prezzi e per periodi differenti.

Purtroppo pochi operatori sono abbastanza competenti per usare questi strumenti finanziari. Quei pochi però riescono ad acquistare il vostro oro a 2/3 €/g meno della quotazione ufficiale, cioè dal 2,5 al 6,7% meno della quotazione.

 

Esistono comunque altri costi accessori dovuti alla fusione che,

o per obblighi di legge o per marketing, non si possono evitare.

 

L’oro usato per legge deve essere fuso e affinato fino ad essere puro. Poi può essere coniato in lingotti oppure legato con altri metalli per diventare utilizzabile in gioielleria come “oro 750”. Tutto questo ovviamente ha un costo che ricadrà sul cliente.

 Un lingotto d’oro puro non dovrà essere fuso e affinato ma se riporta il marchio di un mio concorrente di certo non lo vorrò rivende ai miei clienti e quindi dovrò fonderlo.

 

Le monete d’oro

 

Monete come oro da investimento

 

Spesso ho sostenuto che un’alternativa valida all’oro da investimento è usare le monete a corso legale, come la sterlina, i marenghi, i dollari o i krugerrands. Dopo diverse verifiche ho calcolato che le commissioni di vendita oscillano da poco meno del 7 fino a oltre il 12%.

Il vantaggio delle monete è che il loro titolo, cioè la quantità di oro puro che contengono, è certo e vengono acquistate e vendute sempre nella stessa forma. Non essendo necessario fonderle e coniarle nuovamente ad ogni passaggio il risparmio diventa rilevante.

Anche il taglio delle monete è importante: rivendere un dollaro d’oro, che oggi costa 72 € ha una commissione del 12% mentre i 50 pesos messicani, che costano 1725 €, pagano il 6.6%.

Questi sono i numeri della mia indagine. Lascio a voi le considerazioni sulle cifre.

 

Io ho imparato che è sempre più importante informarsi prima per non piangere dopo.

 

Sono riuscito a trovare operatori seri che applicano commissioni fisiologiche e accettabili ma non è stato facile pur lavorando in questo campo.

Alla prossima,

 

Paolo Genta